lunedì 13 giugno 2016

La sfida per l'Europa - Croazia-Turchia

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Aspettando l'esordio azzurro di stasera, come non ci si può soffermare su una delle sfide a mio avviso più geopoliticamente affascinanti di questa prima giornata degli Europei?

Croazia-Turchia è stata una sfida per l'Europa. Due nazioni che hanno cullato il sogno di entrare nell'Unione Europea per anni. Una ci è riuscita, l'altra no. Quella che c'è riuscita, dopo dieci anni di negoziato, ha sopraffatto la Turchia, dimostrando - palesemente - quanto sia più forte l'Unione rispetto alle sue avversarie. Gli ottomani non possono far altro che picchiare e menare, cercando di fermare lo strapotere continentale. La Croazia riesce ancora una volta a fermare l'avanzata turca, come accadde, quando ancora faceva parte dell'impero austro-ungarico, durante tutta l'età moderna. L'ultima volta che si era palesata in una competizione internazionale una nazionale così forte era nel 1998, ai mondiali. Mondiali che si tennero dopo la tanto combattuta e desiderata indipendenza, mondiali che furono ospitati in Francia. La Croazia dei Boban, dei Suker, dei Tudor fu fermata dai bleu solo in seminifinale. Una squadra che lottava per mettere la ceralacca sulla coesione del suo popolo, per confermare di essere una nazione indipendente. 

E ora? E ora sembra potersi dire la stessa cosa. Le tensioni in paesi come la Croazia non si placano mai del tutto, e la recentissima entrata nella UE, con tutti i problemi che sta vivendo la stessa unione, potrebbe essere confermata da una grande prestazione in Francia. Perché, come amiamo ripetere, il vero referendum confermativo non è del popolo, ma del calcio.

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sabato 11 giugno 2016

Berezutskexit - Inghilterra-Russia

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Non è neanche terminata la partita fra Inghilterra e Russia che noi sentiamo la necessità di esporre le nostre analisi e problematiche a livello geopolitico. Tante, veramente tante le questioni sul tavolo. La giovane albione si presenta a questi europei con tante speranze, date dai suoi talenti come Sterling, Sturridge, ma anche le sorprese Vardy o l'ormai navigato Kane. Fino al 91' la punizione di Dier sembrava aver indirizzato la partita verso Londra, ma così non è stato: l'orgoglio sovietico si è fatto immediatamente vedere all'ultimo minuto, con la grinta del capitano Berezutski.

Sappiamo bene che questo potrebbe essere l'ultimo europeo dell'Inghilterra, la quale fra poche settimane andrà al voto in un referendum unico nel suo genere in cui dovrà decidere sulla futura permanenza, o meno, nell'Unione Europea. Ovviamente è dunque lecito aspettarsi che non sarà possibile per gli inglesi partecipare ad una competizione che si chiama 'Eurocup', foss'altro per una questione di coerenza. 

Ma sapendo che così non sarà, i russi hanno voluto dare una lezione ai britannici. Lo spirito da KGB, la forza e la volontà d'animo hanno prevalso sulla superbia inglese. La Russia ha saputo resistere ed infliggere una dura punizione con una doppio significato. Uno: in Europa vogliamo tornare a comandare noi, e riusciremo a farvi pagare le sofferenze delle sanzioni europee. Nessun russo ha dimenticato (come potrebbe d'altronde) la punizione economica nel post-guerra in Ucraina. E con la pazienza che li contraddistingue, stanno gustando la loro vendetta, piano piano. E quale miglior modo dello sport, e in particolare in una competizione 'europea' per eccellenza come questa? Noi nell'Unione non ci siamo, ma se volessimo farvi del male non ci sarebbe bisogno di sotterfugi eurocratici, ma solo di un pallone. Due: se l'Inghilterra vuole uscire dall'eurozona non lo decide il voto popolare, ma solo Berezutski. Questo potrebbe però ritorcersi contro. Gli inglesi, qualora dovessero vincere l'Europeo, potrebbero essere meno invogliati ad uscire dall'Europa politica, mentre perdendo l'esito del voto sarebbe quasi scontato. 

E dunque l'Europa pende ancora sui due versanti più caldi: quello occidentale che minaccia di staccarsi, e quello orientale, che tesse la sua tela con pazienza e coraggio. 

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venerdì 10 giugno 2016

Effetto Loi Travail - Francia vs Romania

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Si è appena conclusa la prima partita degli Europei di Calcio 2016. E, come promesso, ecco pronta per voi una lucida e fine analisi geopolitica.

Eh sì, perché di cose, in ballo, ce ne sono tante. Prima di tutto la Francia deve necessariamente vincere questi Europei, con le buone o con le cattive. Fra la paura degli attentati, l'avanzare della destra lepenista e il subbuglio per la riforma del lavoro, i bleu sono costretti a vincere, per spazzare via il malcontento accumulato nella popolazione in tutti questi anni. 

Vittima sacrificale di questo primo match sarebbe dovuta essere la Romania, se non fosse che le cose non siano filate lisce per i francesi, i quali hanno potuto districare il nodo in cui si erano avviluppati solo all'ultimo minuto. 

Ma quali particolari geopolitici si possono cogliere in questa partita inaugurale? In parte ve l'ho già detto, e mi soffermerei soprattutto sull'ultimo problema, quello che più recentemente ha messo a ferro e fuoco i nostri cugini d'oltralpe: la Loi Travail. 

Dall'inizio del decennio, migliaia di piccole grandi e medie imprese francesi stanno facendo la fortuna della Romania, che le ospita, offrendo loro maggiori profitti. La Romania è venuta in Francia proprio per rivendicare il suo ruolo di paese in crescita, per dimostrare che non è solo un mero paese ex-sovietico facile da manipolare. Nei mesi scorsi i daci hanno avviato un programma di risanamento politico che potrebbe farli diventare una pedina importante nel futuro assetto dell'Unione Europea. Insomma, vogliono ricordare ai transalpini la loro forza d'animo, la temerarietà ed intelligenza che si portano avanti da quasi duemila anni, dalla sconfitta contro Traiano. 

Di contro, molti francesi, soprattutto quelli che sono scesi in piazza nelle scorse settimane, hanno visto nella squadra rivale la personificazione di tutti i problemi legati alla legge El-Khomri, una riforma che si fa necessaria vista la fuga di imprese e capitali in paesi dove il costo del lavoro è nettamente più basso che nella Francia stessa. Adeguarsi o combattere il selvaggio capitalismo, qui sta il dilemma più importante. Molti francesi sembrano aver già scelto. 

Una sfida importante dunque, vinta dalla Francia. Già, ma quale delle due France? Quella che combatte la riforma del lavoro o quella degli imprenditori che corrono in Romania? 

Il 10 luglio avremo una risposta.

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domenica 5 giugno 2016

Un'estate rovente - Europei,Tour, Olimpiadi

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Ogni quattro anni si verifica una una strana congiunzione astrale, che mette in fila, nell'arco di tre mesi: Europei di calcio, Tour de France e Olimpiadi. Impossibile non nascondervi la nostra felicità, la nostra emozione che sfiora l'eccitamento più sfrenato. Ma rimaniamo pur sempre degli analisti geopolitici, ed infatti rinunceremo ad un altro evento che si è già aggiunto ai sopracitati, ovvero il Centenario della Coppa America, per cercare di rimanere coi piedi il più possibile a terra.

Rinunciare, già, perché per gli altri tre abbiamo in servo una grande sorpresa. Copriremo l'intera durata degli eventi, dal 10 Giugno al 21 Agosto, senza perdere neanche una analisi geopolitica. 

Sperando che voi possiate apprezzare e seguire i nostri reportage, vi porgiamo i più distinti saluti e vi aspettiamo per altre intelligenti e fini analisi geopolitiche, dalla scherma al ciclismo, dal calcio al canottaggio. Perché, si sa, tutto è politica.

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