Aspettando l'esordio azzurro di stasera, come non ci si può soffermare su una delle sfide a mio avviso più geopoliticamente affascinanti di questa prima giornata degli Europei?
Croazia-Turchia è stata una sfida per l'Europa. Due nazioni che hanno cullato il sogno di entrare nell'Unione Europea per anni. Una ci è riuscita, l'altra no. Quella che c'è riuscita, dopo dieci anni di negoziato, ha sopraffatto la Turchia, dimostrando - palesemente - quanto sia più forte l'Unione rispetto alle sue avversarie. Gli ottomani non possono far altro che picchiare e menare, cercando di fermare lo strapotere continentale. La Croazia riesce ancora una volta a fermare l'avanzata turca, come accadde, quando ancora faceva parte dell'impero austro-ungarico, durante tutta l'età moderna. L'ultima volta che si era palesata in una competizione internazionale una nazionale così forte era nel 1998, ai mondiali. Mondiali che si tennero dopo la tanto combattuta e desiderata indipendenza, mondiali che furono ospitati in Francia. La Croazia dei Boban, dei Suker, dei Tudor fu fermata dai bleu solo in seminifinale. Una squadra che lottava per mettere la ceralacca sulla coesione del suo popolo, per confermare di essere una nazione indipendente.
E ora? E ora sembra potersi dire la stessa cosa. Le tensioni in paesi come la Croazia non si placano mai del tutto, e la recentissima entrata nella UE, con tutti i problemi che sta vivendo la stessa unione, potrebbe essere confermata da una grande prestazione in Francia. Perché, come amiamo ripetere, il vero referendum confermativo non è del popolo, ma del calcio.
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