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Si è appena conclusa la prima partita degli Europei di Calcio 2016. E, come promesso, ecco pronta per voi una lucida e fine analisi geopolitica.
Eh sì, perché di cose, in ballo, ce ne sono tante. Prima di tutto la Francia deve necessariamente vincere questi Europei, con le buone o con le cattive. Fra la paura degli attentati, l'avanzare della destra lepenista e il subbuglio per la riforma del lavoro, i bleu sono costretti a vincere, per spazzare via il malcontento accumulato nella popolazione in tutti questi anni.
Vittima sacrificale di questo primo match sarebbe dovuta essere la Romania, se non fosse che le cose non siano filate lisce per i francesi, i quali hanno potuto districare il nodo in cui si erano avviluppati solo all'ultimo minuto.
Ma quali particolari geopolitici si possono cogliere in questa partita inaugurale? In parte ve l'ho già detto, e mi soffermerei soprattutto sull'ultimo problema, quello che più recentemente ha messo a ferro e fuoco i nostri cugini d'oltralpe: la Loi Travail.
Dall'inizio del decennio, migliaia di piccole grandi e medie imprese francesi stanno facendo la fortuna della Romania, che le ospita, offrendo loro maggiori profitti. La Romania è venuta in Francia proprio per rivendicare il suo ruolo di paese in crescita, per dimostrare che non è solo un mero paese ex-sovietico facile da manipolare. Nei mesi scorsi i daci hanno avviato un programma di risanamento politico che potrebbe farli diventare una pedina importante nel futuro assetto dell'Unione Europea. Insomma, vogliono ricordare ai transalpini la loro forza d'animo, la temerarietà ed intelligenza che si portano avanti da quasi duemila anni, dalla sconfitta contro Traiano.
Di contro, molti francesi, soprattutto quelli che sono scesi in piazza nelle scorse settimane, hanno visto nella squadra rivale la personificazione di tutti i problemi legati alla legge El-Khomri, una riforma che si fa necessaria vista la fuga di imprese e capitali in paesi dove il costo del lavoro è nettamente più basso che nella Francia stessa. Adeguarsi o combattere il selvaggio capitalismo, qui sta il dilemma più importante. Molti francesi sembrano aver già scelto.
Una sfida importante dunque, vinta dalla Francia. Già, ma quale delle due France? Quella che combatte la riforma del lavoro o quella degli imprenditori che corrono in Romania?
Il 10 luglio avremo una risposta.
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