Ieri, come forse molti di voi, ho potuto assistere al festival europeo della canzone pop. Fra stangone dell'est asia, discutibili artisti dell'europa orientale e melodie poco raccomandabili, da questo Eurovision 2016 emergono, a mio avviso, alcuni dati geopolitici molto importanti.
1) La UE ha avviato le trattative per far entrare l'Australia nell'unione.
La partecipazione del paese dell'Oceania è stato tanto inaspettato quanto discutibile. Ma se l'Europa è andata, e sta andando, avanti con le trattative per fare entrare la Turchia dentro l'Unione, perché mai non potrebbe averne il diritto una ex colonia della Gran Bretagna?
2) L'Italia ha definitivamente perso la sua credibilità internazionale.
Ma questa non era certo una novità. Fa pensare comunque come il nostro paese militi nella zona centrale della classifica. Il governo ha fatto una chiara scelta snobbando l'Eurovision, e mandando al posto dei primi-repubblichini Stadio, che ci sarebbero dovuti andare di diritto, la terza (ormai)-repubblichina Francesca Michelin. E' la nuova politica estera italiana, sopravvivere nel caos anarchico del sistema internazionale.
3) Una volta passata la crisi economica la Germania ha perso attrattiva e non ha più voce in capitolo.
A dire la verità fa anche male vedere il gigante economico, la locomotiva europea, all'ultimo posto, che ha dovuto giocarsela fino alla fine (perdendo) con la Polonia per non essere fanalino di coda. D'altronde è chiaro segno politico quello di presentarsi con una cantante dagli abiti più che discutibili.
4) Grande rivincita dell'Ucraina sulla Russia. Peccato che la guerra non si vinca con il televoto del pubblico.
Ci sono rimasto male, ad essere sinceri. La Russia aveva saputo incarnare lo spirito trash della competizione, ma come spesso accade in ambito internazionale, i potenti della terra hanno avuto paura dello strapotere musicale dell'ex paese sovietico per virare sull'Ucraina. Che, guarda un po' il caso, l'occidente vorrebbe far rientrare nella sfera NATO ed UE...

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