mercoledì 18 maggio 2016

Un maccartismo 2.0 dietro il crollo di Facebook? - #FacebookDown

Facebook crolla, ed io, inevitabilmente, sento puzza di analisi geopolitica.

Non dobbiamo lasciare niente al caso. Facebook è crollato per la palese instabilità del sistema politico americano. E, come ben sappiamo, nel mondo della globalizzazione ciò che accade all'interno si ripercuote anche all'esterno. Ma non è certo una novità, soprattutto negli States. 

Internet è senza dubbio l'emblema della globalizzazione, dell'interconnettività, del cosiddetto "villaggio globale", mentre le grandi firms della Silicon Valley sono diventate il simbolo del nuovo capitalismo nel corso degli ultimi vent'anni. Vedendo il conto in banca di Zuckerberg non si può non affermare che egli sia la figura del nuovo imprenditore americano: giovane, intelligente, pieno di soldi ma che in realtà pare osteggiare tutti gli status symbol di cui si contornavano i miliardari nel passato (donne da 30 e lode, in primis). 

Eppure tutto questo non è bastato a mettere a repentaglio la sua fortuna. E non è un caso che ieri, proprio ieri, Facebook (e più in generale Internet) sia crollato. Bernie Sanders, il Lenin del 2000, il Marx statunitense, altresì soprannominato dagli ultras "Il Bakunin de noantri", ha vinto in Oregon. Ed è chiaro che dietro questa sua vittoria ci siano spinte da parte della Russia, che non si è ancora totalmente distaccata dal comunismo e dal sovietismo in particolare. Ecco dunque un primo colpo alla stabilità della rete e di Facebook. Ma non è tutto: Donald Trump (sì, lui, non c'è bisogno di ulteriori spiegazioni) ha dichiarato, sempre nella giornata di ieri, di voler incontrare il dittatore nord-Coreano Kim Jong-Un. Eccolo il colpo definitivo che ha fatto crollare Facebook. I mercati, timorosi di questo ritorno di fiamma per il mondo comunista, hanno voluto dare un forte segnale agli americani ed al mondo intero: se davvero dovesse profilarsi uno scontro Sanders-Trump, il mondo libero americano rischierebbe di morire. E voi non avrete più internet.

Una sorta di maccartismo 2.0, questa volta perpetuato dall'establishment ai danni della politica, e come allora, del libero pensiero.

@AnaGeoOvu




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